Chieti: Arte, Storia, Cultura, Tradizione, Folklore
Archi

FRAINE
Testi ed immagini tratte dal sito
www.santuariomaterdomini.it

Fraine e la sua storia
Fraine deve l’origine del suo nome a Fragine [m] (dal verbo latino frangere) come si può dedurre dalla remota esistenza, nel suo territorio, di antiche cave, per lo più padronali, di pietre adatte per pavimenti, caminetti e gradinate (la stessa cava di pietre del vicino comune di Liscia era nei boschi di Fraine; ed ancor oggi, visitando le abitazioni migliori, si constata l’ottima conservazione di queste pietre che fanno tuttora la loro bella figura).
Nella zona odierna detta “Frainelle” venne costruito un insediamento difensivo con Torrione d’avvistamento, intorno al quale i locali si strinsero per occupare le terre, difendersi, costruire le rustiche abitazioni e gestire la principale via di commercio.
La parrocchia venne costruita in alto sulla collina ed intitolata, Ecclesiam Sancte Trinitatis de Fragine, a picco del fiume Treste, divisa in due località abitate dette Fragine Superiore e Fragine Inferiore (sec. XIII).
Il principe di San Buono (il cui stemma è tuttora rinvenibile sul transetto della facciata dell’attuale chiesa parrocchiale), che era della famiglia dei Caracciolo acquisì uno dei suoi feudi, assieme ai due boschi, nel territorio di Fraine (tali possedimenti vennero ceduti poi al comune di Fraine, ad una famiglia potente, tra la fine del 1700 e il principio del 1800).
In seguito gli abitanti si trasferirono nell’attuale insediamento urbano.
Perché accadde questo?
La tradizione ci parla di zona (antica Frainelle) infestata dai briganti, forse favoriti dai boschi circonvicini. Per questi malevoli Frainelle e le sue proprietà costituivano un boccone allettante non trascurabile.
Le loro ripetute incursioni e le loro razzie erano piuttosto frequenti, mentre la difesa non era più adeguata. Dopo diverse diatribe e lotte non riuscendo a tenervi testa decisero detto fatto di abbandonare il posto per sistemarsi in un luogo con una posizione più sicura ed aperta collocandosi nell’attuale territorio che circondarono di robuste mura con solo due porte d’ingresso alla Cittadina.
Il Giustiniani, nel “Dizionario delle Due Sicilie”, a proposito di Fraine nota come la sua situazione fosse in una valle ove respiarsi bun aria e le donne vestono ormai vago, a segno che và stampato per mostrare a’ forestieri le bellezze delle diverse fogge di vestir del regno (L. Giustiniani, 1797-1805). In effetti il costume popolare di Fraine interesserà distinti decoratori e acquerellisti da Michela De Vito (operante nell’ambiente Napoletano dei primi decenni del XIX sec.) a Xavier Della Gatta pittore Napoletano (attivo tra il 1782 e il 1882) per incarico reale di Re Ferdinando IV per il rilevamento delle fogge del vestire del regno.

SANTUARIO SANTA MARIA MATER DOMINI

La storia dell'Apparizione
La storia della Madonna, Mater Domini, che si venera in questo luogo da secoli, risale intorno all'anno 1000 d.c.
In quei tempi, il paese sorgeva nella Fraine antica, situata in cima al colle come cittadina di sentinella. Gli abitanti erano molto attivi, versati nella vita agricola e rupestre.
Vi era allora a Fraine una fanciulla sordomuta, povera dalla nascita. Essa aiutava i suoi genitori che lavoravano i campi nell'agro di Tresandici, portando continuamente al pascolo il gregge. La piccola scorreva le sue giornate vegliando il gregge dall'alba fino al tramonto.
Un bel giorno, mentre era seduta sola, con gli occhi attenti al gregge, fu colpita da un grande bagliore su una grande quercia e udì una strana voce... Era la prima volta che percepiva un suono, infatti sbalordita e spaventata scorse sulla quercia poco lontana da lei, una bella Signora, vestita di bianco con in braccio un bambino. La Vergine rassicurandola la invitò a chiamare i genitori. Intanto i genitori, occupati nel loro lavoro, pur udendo tali grida, non risposero - infatti non pensavano si trattasse della loro figliola sordomuta -. La fanciulla confusa e risentita dall'indifferenza dei genitori, tornò dalla bella Signora. La Vergine confortandola le rispose: "Non disperare, torna da loro, fatti riconoscere, conducili qui e di che ho un messaggio per loro". La pastorella, tornata nuovamente indietro, si avvicinò ai suoi genitori chiamandoli. Essi meravigliati, a stento riconobbero la figlia e ansiosi la seguirono.
Giunti sotto la grande quercia, rivolto lo sguardo verso l'alto videro una bella Signora con in braccio un bambino e le chiesero chi fosse. E qui si rivelò: "Io sono Maria, la Madre del Signore ! Andate dal parroco di Fraine, mostrategli la bambina e riferite lui, di costruire qui, per mia volontà, una cappella, dove i devoti possano venire a pregare ed onorare il mio figlio".
I genitori insieme alla piccola fanciulla, si incamminarono verso il paese e raccontarono al parroco l'accaduto, mostrando la figlia guarita dalla bella Signora rivelatasi la Madre del Signore.

Il Documento
Nel 1056, dai documenti dell'archivio privato dei principi di S.Buono che si conservano a Napoli si evince: Berardo e Mainero, figli di Giovanni duca di Bari, proposero all'erigendo Monastero di S. Maria Mater Domini in agro di Fraine il benedettino P.Alberto. Il Monastero sorse accanto alla Chiesetta omonima già eretta da tempo e ricca di venerazione. Da queste carte, correlate da mappa, elenchi di Abati e bolle pontificie si evince anche l'atto di donazione, redatto in tardo latino: "Nell'anno 1056 della incarnazione del Signore e Salvatore, cioè nell'anno IX dell'Impero di Enrico invittissimo Imperatore, e nell'anno quarantesimo-ottavo del presente signore Rodolfo fratello di quel Principe nella nona indizione del mese di settembre..."
"Noi, Maniero e Berardo, figli legittimi del conte Giovanni, un giorno prendemmo a pensare come gli empi e i peccatori che hanno negletto i propri peccati saranno puniti in quella perpetua pena e saranno posti col diavolo, e come i giusti e gli eletti si glorieranno col Signore in quella eterna beatitudine; improvvisamente la pietà divina si illuminò e il nostro cuore fu compunto di tremore e calore. Cominciammo ansiosamente a chiedere consigli a sacerdoti e religiosi presenti come potessimo redimere i nostri peccati: nessun altro migliore (modo) che tra le virtù dell'elemosine avessimo costruito a nostre spese il Monastero che in quel medesimo luogo risulta secondo la regola a norma del beato Benedetto e sciolga i voti e in ogni tempo per le nostre anime preghi. Il loro consiglio fu ascoltato volentieri e interamente, e immediatamente col favore di Dio trovammo luogo che si chiama Fraine, presso il torrente che si chiama Treste, che vi è una Chiesa che sembra essere edificata in onore della Beata Madre di Dio e della Vergine Maria Madre di nostro Signore Gesù Cristo, e le affidiamo nelle mani del sacerdote e del monaco Alberto; e nello stesso luogo stabilimmo egli fosse abate e costruisse il monastero..."

La storia del santuario
E' un santuario campestre, nel Bosco delle Vicenne, originato da una apparizione della Vergine ad una pastorella sordomuta. L'attuale Santuario costituisce il centro della fede mariana del luogo e meta di pellegrinaggio per i diversi paesi limitrofi. Il suo terreno è luogo particolarmente caro agli abitanti del posto i quali l'hanno sempre conservato nella loro memoria come terreno sacro. Tale fede nasce dalla storia che ricorda (insieme all'antichissima quercia pluricentenaria scomparsa negli anni recenti) la mirabile apparizione della Santissima Vergine in quel luogo ad una pastorella sordomuta dalla nascita la quale miracolosamente viene guarita. La Vergine apparendo sulla quercia rivela i voleri divini e dichiara d'essere la Madre del Signore (Mater Domini).
L'attuale struttura culla della fede è anche bacino di pace e serenità: infatti la sua collocazione geografica, alle pendici dei monti Frentani (esattamente Colle dell'Albero il secondo più alto a 1390 s.l.m.) circondata dal bosco irrorata da un piccolo rigagnolo, costituisce proprio un piccolo gioiellino per godere la freschezza della natura e ritrovare la pace dello spirito.
Il complesso è riconducibile ad un impianto antico monastico, realizzato accanto all'originaria chiesetta dell'Apparizione, di fondazione benedettina, documentato nel 1056 sotto la sovrintendenza dell'abate Alberto proveniente da Cassino. Nel 1324-1325è detta commessa dell'abate di Sant'Angelo di Cornaclano di Fresagrandinaria, nel 1569 la bolla dell' Arcivescovo di Chieti l'affida al patronato del marchese Caracciolo di Bucchianico. Nel 1856 sulla struttura romanica antica verrà aggiunta una piccola parte decorativa e di ampliamento. Le strutture della chiesetta e del piccolo monastero ancora nella metà del 1900, malgrado l'onda dei secoli si conservano quasi integre. Il professor Verlengia, sovrintendente alle antichità, quando nel 1937 volle visitare il tempietto per rendersi conto del valore architettonico del monumento, sentenziò il "Dugento" per il soffitto a cassettone, l'altare maggiore in legno e la scultura della Vergine "umile ed alta" nella nicchia vetrata.
Negli anni 1950-60, poco più di vent'anni dopo, per ristrutturare il tetto in decadimento si distruggeva il soffitto, poi nel 1959 si provvedeva a ricostruire un nuovo tetto al Santuario innalzandolo e portandolo a due spioventi regolari e successivamente nel 1964 si toglieva anche ai muri esterni l'abito originario con la realizzazione di un intonaco in cemento tinteggiato. Questi interventi hanno camottato, pur conservandola nel loro interno, la forma originaria della chiesetta con il piccolo monastero al fianco destro.
I fedeli di Fraine, con grande impegno e zelo, hanno ridato vita all'antico complesso monumentale nascosto dall'onta dei secoli.
Infatti l'amore fervente della popolazione locale (circa 500 anime) alla Vergine apparsa sulla quercia, lo zelo per il luogo sacro, la solidarietà dei pellegrini e degli altri compaesani sparsi un po' nella penisola e un po' all'estero sopratutto nel New Jersey ha permesso il recupero e il restauro della struttura.
Oggi dopo l'intervento di ricupero architettonico, coordinato e diretto dagli architetti Fernando Colonna e Marisa Iannone e con l'ausilio di maestranze esperte, e stata riportata in vita l'antica struttura romanica dell'XI sec. con il tetto in legno a capriate, le pareti, il pavimento, l'altare tutti in pietra originaria locale illuminati all'interno da una coppia di monofore e un rosone centrale che lascia accarezzare dal sole l'antica statua lignea mariana e l'altare. La struttura infine viene arricchita dal piccolo monastero benedettino al suo fianco con due campanili a vela, una bellissima scala monumentale, la foresteria e il piccolo bosco di antiche querce che mirabilmente l'abbraccia ed esalta. Completano il luogo l'allegro valloncello d'acqua sorgiva e le due fontane in pietra viva.

Testi ed immagini tratte dal sito:
www.santuariomaterdomini.it

Webmaster - Webdesign: Gute&Berg