Chieti: Arte, Storia, Cultura, Tradizione, Folklore
Manoppello - Volto Santo

IL VOLTO SANTO DI MANOPPELLO
a cura di: Serena Carestia

C’è l’immagine di un volto gelosamente custodita in un angolo d’Abruzzo fatto di verde e di montagne, ci sono sottili labbra socchiuse a pronunciare idealmente parole che infondono coraggio, parole di riscatto, parole di salvezza, ci sono ematomi che testimoniano sofferenze, traumi subìti, ferite riportate, c’è la dolcezza di uno sguardo capace di trasmettere un infinito senso di pace, uno sguardo che dalla placida trasparenza scruta dentro altri sguardi di contemplazione, per chiedere di essere seguito, ma che di fatto, come impercettibile presenza, entra nei cuori fino ad albergarci per sempre, c’è un aleggiare di amore e di misericordia che parla di un Dio fattosi uomo e ci sono ciuffi di capelli e di barba che, invece, parlano di un uomo ucciso da altri uomini che non capirono, ma che Egli amava: è, questo, il Volto Santo del Santuario di Manoppello, il vero volto di Gesù per la fede dei tantissimi pellegrini che ogni anno qui affluiscono, è il volto storicamente documentato nella “Relatione Historica” e consegnato nel 1506 da un pellegrino sconosciuto ad Antonio Leonelli, medico del paese, è il volto poi conteso dagli eredi che fu venduto nel 1608 al dottor De Fabritiis, il quale, a sua volta, ne fece dono ai frati Cappuccini. Dall’esposizione della reliquia nel 1646 alla venerazione dei fedeli, il V centenario -nel 2006- di tale presenza nella città abruzzese è motivo di concessione dell’Indulgenza Plenaria da parte del Papa Benedetto XVI, beneficio che raccoglierà ulteriore attenzione intorno ad un velo già argomento degli approfonditi studi iconografici del gesuita P. Heinrich Pfeiffer sostenenti si tratti della Veronica, la vera icona, il soudarion adagiato sul viso di Gesù, un velo già termine di confronto delle combacianti sovrapposizioni mediante diapositive sul volto della Sacra Sindone di Torino effettuate dalla suora trappista Blandina Pascalis Schloemer, un velo già oggetto di ricerche scientifiche comprovanti l’assenza di pittura su un tessuto che, stante la propria trasparenza, si suppone possa essere di prezioso bisso marino ed un volto, infine, già ipotizzato riscontro di una ponderata opinione, rispetto alla quale sarebbe auspicabile un’attenta osservazione antropologica da parte di altri studiosi, che intende ricondurre i tratti fisionomico-facciali a quelli di un uomo appartenente alla razza europide propria dell’antico Mediterraneo. Tutto questo è quanto è racchiuso nella ricca semplicità di uno sguardo che, da segno di un salvifico passaggio dalla morte alla vita, consumatosi 2000 anni fa nel silenzio e nella sacralità di un sepolcro d’oriente, diventa, per ogni uomo, desiderio di nuovi passaggi di vita, desiderio di un buio che si faccia luce, la luce di un giorno dopo la notte, la luce di un oltre dopo la vita.

INFORMAZIONI
Dall’autostrada A14 Adriatica, imboccando la A25, all’altezza di Pescara; dall’autostrada A25 (Roma-Pescara), uscendo al casello di Scafa

Tel. 085 859118
Fax 085 8590041
sito internet: www.voltosanto.it

Per visite guidate
Tel. 338 9824234

Orario di apertura e chiusura del Santuario
06.00 – 12.00
15.00 – 19.00 (ora solare 18.00)

Orario SS. Messe
Prefestivo: 17.30 (ora solare 16.30)
Festivo mattina: 7.30–9.00–10.00–11.00
Festivo pomeriggio: 17.30 (ora solare 16.30)
Feriale: 7.15 Concelebrazione

Attiguo al Santuario
Sala del pellegrino (pranzo al sacco, servizi, ecc.

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