Chieti: Arte, Storia, Cultura, Tradizione, Folklore
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PERSONAGGI ILLUSTRI DI CHIETI

EPOCA ROMANA

Asinio Pollione
(I secolo a.C.) - Letterato e Politico


Amico di Cesare, Cicerone, Virgilio ed Augusto, fu personaggio di spicco nella Roma del I secolo.  Valente condottiero trionfò in Dalmazia, ma fu stimato soprattutto come poeta, oratore e storico; purtroppo delle sue opere non restano che pochi frammenti, che non lasciano comprendere la grande considerazione di cui godette al suo tempo.  Fu console romano e morì ottantenne, vivendo un'esistenza molto operosa impegnato culturalmente in prima persona: a lui si deve la fondazione della prima biblioteca pubblica nella capitale e contemporaneamente una continua cura per la sua città natale.

Lusius Storax
(I secolo d.C.) - Magistrato cittadino

Illustre magistrato teatino, è ricordato soprattutto come grande mecenate per aver egli fatto costruire l'anfiteatro recentemente tornato alla luce.  La sua effigie, una testa marmorea di squisita fattura, ritrovata, negli anni 30,  presso Santa Maria Calvona, decorava il suo monumento funebre eretto in forma di tempietto con timpano scolpito in altorilievo e raffigurante i ludi gladiatori eseguiti per l'inaugurazione dell'anfiteatro.  Il monumento, preziosa testimonianza storica ed artistica della Teate imperiale, è stato ricomposto nel Museo nazionale Archeologico degli Abruzzi.


MEDIOEVO

Frate Illuminato da Chieti
Teologo e Predicatore (sec. XIII)

Eminente rappresentante dell'ordine dei Frati Minori, fu segretario del Generale dell'ordine Elia da Cortona; eletto provinciale dell'Umbria, fu noto per le sue doti di predicatore.  Concluse la sua esistenza terrena come vescovo di Assise dal 1273 al 1281.

Conte Simone da Chieti
Condottiero (sec. XIII)

Assurse a grande fama durante il regno di Federico II che lo utilizzò in molte imprese militari.  Come narra nella sua cronaca Riccardo da San Germano, Simone salvò Ravenna da un assedio con un'armata di 500 uomini e liberò Viterbo da un lungo assedio nel 1243 per volontà dell'imperatore.

Bertrando de Turre
(Chieti ? - Avignone 1334) - Teologo

Fu amministratore generale dell'ordine dei Frati Minori e arcivescovo di Salerno; per la sua grande sapienza teologica fu creato cardinale con il titolo di Tuscolo.  Autore di molte opere filosofiche, visse a lungo alla corte pontificia di Avignone, dove morì nel 1334.


SECOLO XV

Nicoletto Vernia
(Chieti 1420 - Vicenza 1499) - Filosofo

Studiò a Venezia e a Padova dove ricoprì anche una cattedra universitaria, insegnando le teorie neo-aristoteliche.  Maestro di teologia, ebbe per discepolo il Pomponazzi che diresse nella lettura delle opere di Averroè.  Ha lasciato un importante inedito con commento delle opere di Aristotele.  Le sue ceneri riposano nella chiesa dell'Ospedale Civile di Vicenza.

Colantonio Valignani
(Chieti ? - 1487) - Vescovo

Discendente della più illustre famiglia aristocratica teatina, fu ambasciatore della corte aragonese presso la Repubblica di San Marco per oltre vent'anni.  Consacrato vescovo, illustrò la chiesa teatina con zelo e amorevole mecenatismo.  Si deve a lui una delle tante ristrutturazioni della cattedrale di San Giustino che ornò di suppellettile liturgica e opere d'arte come lo splendido calice fatto realizzare a Venezia.  Restaurato il palazzo episcopale, gli affiancò nel 1470 la poderosa torre in laterizio coronata di merli, quale simbolo del potere feudale sulla città.

Antonio Solario detto Lo Zingaro pittore
(Chieti 1382 - 1455) - Pittore

Molte città si contendono l'onore di aver dato i natali a questo illustre artista.  Nel secolo scorso Ravizza ha condotto un'appassionata difesa di Chieti quale città natale di Antonio Solario, contro eruditi napoletani e veneti.  Avviato giovanissimo all'arte del pennello, si affermò ben presto come ottimo frescante.  Di lui restano pochissime prove a Chieti, e nessuna di certa attribuzione; Napoli, invece, vanta numerose sue opere e un ciclo intero di affreschi nella chiesa dei Santi Severino e Sossio.  L'appellativo di "Zingaro" gli deriva dal fatto di aver molto girato per le province meridionali al seguito del padre, attivo fabbro e lavoratore del rame.

Giampietro Carafa (Papa Paolo IV)
(Sant'Angelo della Scala 1476 - Roma 1559) - Pontefice

Della nobilissima famiglia Carafa di Napoli, ricca di alti prelati, fu vescovo di Chieti e poi arcivescovo dal 1504 al 1536.  Salito al soglio pontificio nel 1555 col nome di Paolo IV, fu fervente animatore della riforma cattolica con i Santi Filippo Neri, Ignazio di Lojola e Gaetano Thiene, con il quale fondò l'ordine dei Chierici Regolari della Provvidenza, detti teatini in onore della sua antica sede episcopale.  Sempre legato alla città di Chieti, dotò la sua chiesa di molta suppellettile preziosa.


SECOLO XVI

Padre Alessandro Valignani
(Chieti 1539 - Macao 1606) - Missionario

Dopo aver studiato legge a Padova, questo illustre rampollo della famiglia dei Valignani prese l'abito cappuccino per entrare subito dopo nell'ordine gesuitico.  Animato da grande zelo missionario, percorse indefessamente l'estremo oriente, fondando collegi in India, in Cina e in Giappone.  Da questo paese accompagnò una storica ambasceria di giovani nobili nipponici nella Roma di Papa Gregorio XIII.  Sensibile ai valori culturali curò la diffusione della stampa e continue relazioni tra il mondo cattolico e quello orientale.

San Camillo de Lellis
(Bucchianico 1550 - Roma 1614) - Santo

Discendente di una famiglia di soldati al servizio della Spagna, condusse da giovane una vita dissipata.  Convertitosi a 25 anni, entrò dapprima nell'ordine dei Cappuccini.  Ne uscì quando, giunto a Roma dove svolse un'intensa azione di carità a favore degli ammalati, fondò un ordine che prese il nome di Chierici Regolari degli Infermi.  Riformò il sistema ospedaliero nel mondo cattolico, sempre presente ovunque ci fosse bisogno di fraterna sollecitudine cristiana.  Fu canonizzato da Papa Benedetto XV e Leone XIII lo proclamò patrono degli ospedali.  Il santuario dedicatogli dalla sua città natale, in cui si venera una preziosa e miracolosa reliquia, richiama ogni anno folle di fedeli in occasione dell'anniversario della sua morte (14 luglio).

Muzio Panza
(Penne 1565 - 1628) - Medico, Umanista

Formatosi a Perugia e a Roma, dove conseguì la laurea in medicina nel 1588, fece ritorno nella nativa Penne, nella quale svolse un'intensa attività culturale.  Nel 1595 fu nominato medico condotto a Chieti, ove si dedicò a profondi studi di ricerca storica pubblicati per i tipi di Isidoro Facij, una delle più antiche tipografie d'Italia.


SECOLO XVII

Lucio Camarra
(Chieti 1596 - Roma 1656) - Giureconsulto

Avviato fin dalla tenera età negli studi umanistici, si impossessò egregiamente del latino e del greco.  Trasferitosi a Roma si dedicò molto anche alla ricerca storica, soprattutto quella riguardante i reperti archeologici della nativa Teate.  Ci restano di Camarra molte opere di natura giuridica, ma quel che più interessa Chieti è il "Teate Sacrum", un importante manoscritto fondamentale per la conoscenza della storia cittadina.  Altra opera degna di rilievo è il "De Teate Antiquo Marrucinorum in Italia Metropoli", pubblicato nel 1651.

Nicolò Toppi
(Chieti 1607 - Napoli 1681) - Storico

Appartenente ad una delle più antiche famiglie patrizie chietine, si rifugiò a Napoli in seguito all'incendio del suo palazzo causato dai tumulti del 1647.  Nella capitale si applicò in importanti ricerche d'archivio che lo pongono a più alto livello tra gli storici meridionali.  Raccolse manoscritti e iscrizioni lapidarie delle province napoletane e la sua "Biblioteca Napoletana ed Apparato agli Uomini Illustri in Lettere di Napoli e del Regno", pubblicato nel 1660, è una delle fonti bibliografiche più preziose per la storiografia meridionale.

Girolamo Nicolino
(Chieti 1604 - 1665) - Storico, Giurista

Compiuti gli studi legali con la laurea conseguita in Ascoli Piceno, si recò a Napoli per un maggior perfezionamento della sua preparazione.  Ad appena 19 anni, tornato a Chieti, fu nominato giudice delle prime cause, ma esercitando con onore anche in altre città d'Abruzzo, specialmente in Teramo.  Grazie ad una assoluta conoscenza dei documenti relativi alle vicende giuridiche, politiche ed ecclesiastiche della sua città, poté pubblicare nel 1657 la "Historia della Città di Chieti", fondamentale punto di partenza di ogni ricerca storica teatina.  La sua esistenza fu totalmente caratterizzata dall'amore per la sua patria, ciononostante fu spesso amareggiata da aspri contrasti con la famiglia Toppi.  Le sue ossa riposano nella cappella di famiglia nella chiesa di San Francesco al Corso.


SECOLO XVIII

Ferdinando Galiani
(Chieti 1728 - Napoli 1787) - Economista

Nato a Chieti dove il padre ricopriva la carica di regio auditore, ancora infante fu portato a Napoli sotto la tutela dello zio Celestino, abate generale dell'ordine dei Celestini.  Aveva appena 23 anni quando diede alle stampe il trattato "Della Moneta", testo fondamentale per l'economia moderna.  Dal 1759 al 1769 fu segretario dell'ambasciata napoletana presso la corte di Parigi, divenendo il protagonista della società galante del tempo grazie ad una prodigiosa cultura e a una non comune arguzia.  Amico di Diderot e di molti altri filosofi illuministi, tenne con loro un interessante epistolario quando fece ritorno a Napoli.  Di intelligenza versatile, curioso di tutte le arti e le scienze, fu anche letterato finissimo.  Di lui rimangono il trattatello sul "Dialetto Napoletano", un vocabolario del medesimo dialetto, e il brillante libretto "Socrate Immaginario", musicato da Paisiello.

Federico Valignani
(Chieti ? - Torrevecchia T.na 1754) - Letterato, Politico

Appartenente alla più ragguardevole famiglia teatina, Federico Valignani mostrò fin dalla più tenera età grandi doti intellettuali e perciò i genitori gli fecero coltivare accurati studi umanistici presso i collegi più celebrati del regno.  Divenuto papa col nome di Innocenzo XIII un suo zio, ottenne importanti incarichi, dopo aver visitato le principali corti europee.  Nel 1720, ritiratosi a Chieti, fondo la colonia arcadica cui furono accolti le intelligenze più vive e aggiornate della Chieti del tempo.  Si deve a Federico Valignani il restauro di molti edifici presenti nelle proprietà di famiglia, tra cui la torre di Cepagatti, feudo marchionale; la villa di Torrevecchia Teatina concepita secondo criteri classicistici; e il palazzo di Chieti.

Saverio Selecchy
(Chieti 1703 - 1788) - Musicista

Nato da una modesta famiglia di artigiani, prese l'abito talare, divenendo maestro di cappella della cattedrale di San Giustino.  Per oltre quarant'anni ricoprì questo incarico componendo oratori sacri, cantate, inni e messe per la chiesa teatina, soprattutto in occasione delle feste liturgiche per il Santo Patrono.  La sua fama, però, è legata al "Miserere" concepito per la Processione del Venerdì Santo della sua città.  Il toccante brano musicale è ancor oggi eseguito da numerosi musicisti e cantori al seguito della sacra rappresentazione.

Donato Teodoro
(Chieti 1699 - 1779) - Pittore

Con Domiziano Vallarola e Paolo Gamba è il più famoso pittore abruzzese del secolo XVIII.  Molto operoso e dotato di una sbrigliata fantasia, ha lasciato tele e affreschi in numerose chiese dell'Abruzzo.  Formatosi alla scuola dei decoratori napoletani, in primo luogo Luca Giordano e Francesco Solimena, ne ha tradotto in termini talvolta provinciali il dettato artistico.  Importanti testimonianze dell'arte di Donato Teodoro si ammirano nel duomo de L'Aquila, a Lanciano, a Colledimezzo, Campli e, soprattutto, a Chieti; nelle chiese della Trinità e della Civitella.  Bozzetti interessanti di questo pittore sono conservati nel museo d'arte Costantino Barbella.

Abate Giovan Antonio Nolli
(Chieti ? - 1792) - Prete

Fatto canonico della cattedrale di Chieti, discendente di una delle famiglie più cospicue d'Abruzzo, è giusto ricordarlo non perché si sia fatto onore negli studi o nel campo dei pubblici uffici, ma perché, uomo di grande carità, si è mostrato uno dei più grandi filantropi della storia cittadina.  Egli, infatti, a proprie spese e con l'aiuto dei suoi concittadini ha restaurato dalle fondamenta l'antico ospedale dell'Annunziata, dotando Chieti di un efficiente luogo di sollievo per i sofferenti dell'intero territorio teatino.

Giovanni Antonio Santarelli
(Manoppello 1758 - Firenze 1826) - Incisore

Figlio di poveri agricoltori, si trasferì ancora fanciullo a Chieti per apprendervi i rudimenti dell'incisione.  Si mise in luce con i ritratti incisi su cammei di alcuni aristocratici teatino, tra cui il marchese Romualdo de Sterlich.  Raggiunta Roma nel 1785, vi aprì bottega con il favore di Antonio Canova e del Pickler.  Ammirato da Elisa Baciocchi Bonaparte, passò a Firenze per la quale eseguì numerose medaglie degli artisti più celebri del medioevo e del rinascimento italiano.  Coronò la sua carriera con l'onorificenza della Legione d'Onore conferitagli dal governo francese.


SECOLO XIX

Nicola de Laurentiis
(Chieti 1783 - 1832) - Pittore

Fin dalla prima adolescenza Nicola de Laurentiis mostrò di essere particolarmente versato nella pittura, anche se non trascurava le lettere classiche.  Fatti i primi studi nel collegio di Frascati, li completò a Chieti presso gli Scolopi.  Inviato a Napoli, quindi, incontrò con soddisfazione gli artisti più in voga in quella città.  Ma fu a Roma che apprese veramente l'arte del dipingere nello studio del Camuccini, il principe dei pittori neoclassici.  Stimato dalla corte borbonica, lasciò a Napoli diverse opere che ancora si ammirano nei musei dell'antica capitale.  A Chieti testimonia il livello artistico da lui raggiunto la bella "Adorazione dei Pastori" che si ammira nella cattedrale di San Giustino.

Filippo Rega
(Chieti 1761 - Napoli 1833) - Incisore

Filippo Rega con Antonio Santarelli è considerato il più geniale incisore del suo tempo.  Autore di ritratti di molti personaggi illustri dell'epoca, incise monete per la Casa di Borbone e per Gioacchino Murat.  Importanti musei d'arte d'America e d'Europa conservano sue opere, ricordandone l'illustre magistero esercitato nelle accademie napoletane.

Pasquale de Virgiliis
(Chieti 1810 - Torino 1876) - Scrittore

Dopo i primi studi presso gli Scolopi di Chieti, Pasquale de Virgiliis conseguì la laurea in giurisprudenza nell'università di Napoli.  Più attratto dalla letteratura che dalle leggi, si fece conoscere come sensibile traduttore delle opere di Byron.  Protagonista nei tumultuosi eventi che videro la caduta del regno borbonico, fu eletto intendente di Teramo, mentre collaborava assiduamente alle più importanti riviste letterarie dell'epoca.  Ci restano di de Virgiliis molte opere, tra cui vanno ricordate soprattutto "Una notte a Venezia" e "Una gita sul Gran sasso d'Italia".

Costantino Barbella
(Chieti 1852 - Roma 1925) - Scultore

Amico di Michetti, Scarfoglio e Tosti, fu protagonista con altri celebri abruzzesi del famoso cenacolo di Francavilla al Mare.  Apprese i rudimenti dell'arte scultorea a Napoli, ma ben presto fece ritorno a Chieti per aiutare la famiglia indigente.  Si fece conoscere come artista sensibile e acuto osservatore della realtà nel mondo romano, dove ebbe celebri e generosi committenti.  Oggi molte sue opere sono esposte nei più famosi musei del mondo e la sua città natale gli ha intitolato un museo con una ricca rassegna delle sue prove plastiche.

Giovanni Chiarini
(Chieti 1849 - Etiopia 1879) - Esploratore

Compiuti gli studi liceali a Napoli, successivamente si dedicò alla matematica e alle scienze naturali e mosso da sincera passione per le ricerche geografiche effettuò numerose escursioni.  Nel 1876 acclse l'invito dell'esploratore Antonio Cecchi che stava organizzando una spedizione scientifica in Africa orientale.  Con lui percorse buona parte dell'Etiopia studiandone usi, costumi e particolarità geografiche.  Fatto prigioniero da una tribù selvaggia, morì a Cialla nel Ghera.  Ha lasciato una relazione alla "Società Geografica Italiana" di notevole importanza scientifica.

Raffaele Del Ponte
(Chieti 1813 - 1872) - Pittore

Fu avviato all'arte dalla famiglia che, riconosciuta la sua attitudine naturale, lo inviò giovanetto a Napoli presso lo studio dello scenografo Antonio Nicolini.  Tornato in Abruzzo, fu operosissimo sia per quanto riguarda temi religiosi, sia nella natura morta, nei bozzetti scenografici e nella decorazione di dimore gentilizie, non trascurando illustrazioni per libri e riviste.  La sua opera più importante a Chieti resta il vasto pannello rappresentante l'Assunta nella volta della chiesa di Santa Chiara.  Ma toccano maggiormente la sensibilità dei cittadini i grandiosi simboli che accompagnano la processione del Venerdì Santo, disegnati da Del Ponte nel 1854.  Gli amici e gli estimatori lo hanno commemorato dopo la morte con uno splendido obelisco di pietra calcarea elevato nel cimitero comunale.

Francesco Paolo Marchiani
(Ortona 1822 - Chieti 1891) - Pittore

Trasferitosi dalla nativa Ortona in Chieti, vi aprì un attivissimo studio di litografia che produsse per la seconda metà dell'ottocento splendide stampe con vedute realistiche, ma sognanti della patria d'elezione.  Valente pittore, seguì il gusto del suo tempo, senza assurgere a livelli elevati; tuttavia fu esperto maestro e alla sua scuola mosse i primi passi Francesco Paolo Michetti.  Alle loro mani sono da attribuire le chiare tele conservate nella chiesetta di Ognissanti.  Anche due figli di Marchiani seguirono le orme paterne, conseguendo ottimi risultati, soprattutto Enrico che ha lavorato in molte chiese cittadine.

Giuseppe Persiani
(Gessopalena 1827 - Chieti 1899) - Musicista

Giunto a Chieti con la famiglia nel 1838, iniziò gli studi nel Real Liceo; ma, poiché mostrava particolare attitudine per la musica, il padre, il barone Andrea, lo tenne per 5 anni nel conservatorio di San Pietro a Majella di Napoli.  Il giovane Persiani si mise presto in luce con marce, composizioni sacre e profane e nel 1860 riscosse un grande successo un suo inno composto in onore di Vittorio Emanuele II, primo re dell'Italia unita.  Seguì a questo un altro inno in omaggio a Giuseppe Garibaldi.

Vincenzo Zecca
(Chieti 1832 - 1915) - Scrittore

Uomo di profonda e multiforme cultura, Vincenzo Zecca dedicò inesauste energie allo studio della storia patria, pubblicando sui più svariati argomenti relativi alle vicende cittadine.  La biblioteca provinciale A.C. de Meis custodisce moltissimi suoi manoscritti e due libricini di notevole importanza per la storia abruzzese: "La Storia della Chiesa del Convento di San Domenico", abbattuti nel 1912; un'esauriente cronaca dei Celestini in Abruzzo; e la storia completa dell'abbazia di San Giovanni in Venere.

Smeraldo Zecca
(Chieti 1858 - 1925) - Politico

Valente uomo di legge e appassionato politico, fu sindaco, presidente del consiglio provinciale e deputato al parlamento.  Amministratore probo e capace, fu universalmente stimato anche per le non comuni doti di signorilità, riconosciutegli pubblicamente dagli stessi avversari politici.  Sensibile alla cultura e alla storia della città, nel rispetto dell'opera paterna, fu protagonista della società cittadine del tempo, facendosi promotore di molte iniziative sul piano politico e culturale.

Cesare de Laurentiis
(Chieti 1865 - Firenze 1927) - Storico

Cesare de Laurentiis illustrò la sua città natale con un'instancabile e appassionata ricerca delle memorie teatine.  Autore di numerosi e pregevoli lavori sulla storia antica e moderna di Chieti, ha lasciato alla biblioteca provinciale una messe infinita di quaderni manoscritti, utili strumenti per ogni studioso attento alle cose patrie.  Più volte sindaco, profuse energie e beni personali per la valorizzazione della città.

Federico Salomone
(Chieti 1825 - Napoli 1884) - patriota

Fervente garibaldino, partecipò alle guerre di indipendenza in odio ai Borboni.  Dopo il sessanta, fatto colonnello, rimase legato alle imprese garibaldine, ricevendo pubbliche lodi dall'eroe di Caprera.  Concluse la sua esistenza politica come deputato al parlamento, dal 1865 al 1880, venendo eletto nei collegi di San Demetrio ne' Vestini e di Città Ducale.

Augusto Pierantoni
(Chieti 1840 - Roma 1911) - Politico, Giurista

Docente di diritto costituzionale e di diritto internazionale nell'università di Modena, di Napoli e di Roma, fondò con il suocero Pasquale Stanislao Mancini il grande istituto di diritto internazionale.  Fu consigliere della corte dell'Aja, fu deputato al parlamento e senatore del regno.  Dopo la caduta di Napoleone III stilò un famoso memorandum per rivendicare la riannessione di Nizza e Savoia all'Italia. 

Gianvincenzo Pellicciotti
(Gessopalena 1820 - Chieti 1863) - Poeta, Patriota

Poeta, pubblicista e patriota, Gianvincenzo Pellicciotti fu protagonista di un'intensa vita culturale nella Chieti risorgimentale.  Fondò molte periodici che, per la persecuzione borbonica, ebbero vita breve: "La Majella" e "Monte Amaro".  Subì per le sue idee liberali il carcere e l'interdizione dall'esercizio della sua professione di medico; ma, dopo l'unità d'Italia, ebbe pubblici riconoscimenti e riuscì ad imporre nella vita politica cittadina moralità e serietà d'impegno.

SECOLO XX

Giuseppe Mezzanotte
(Chieti 1855 - 1935) - Scrittore

Iniziò la sua carriera di scrittore nell'atmosfera verista della Napoli fine ottocento, dove si strinse d'amicizia con Edoardo Scarfoglio e Matilde Serao.  Collaboratore dei più importanti periodici napoletani, fu a Chieti, però, che espresse la vena più genuina della sua ispirazione poetica.   Nella sua città natale, infatti, scrisse alcune delle sue liriche più belle e i romanzi: "La tragedia di Senarica", "Checchina Vetromile" e "Setta degli Spettri".  Per l'editrice Sonzogno pubblicò l'insuperata monografia storica "Chieti Città Aerea", della serie "Le Cento Città d'Italia".

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