Chieti: Arte, Storia, Cultura, Tradizione, Folklore

LA BANDA DI CHIETI

La tradizione bandistica in Abruzzo ha radici floride e antiche, forse perché la sua civiltà pastorale ha da tempo immemorabile favorito la frequentazione di strumenti a fiato.  Clarinettisti, oboisti, e soprattutto cornisti hanno per lungo tempo illustrato la storia musicale della nostra regione.  Resta indelebile nell'immaginario collettivo il nome di Domenico Ceccarossi, orsognese, che per il suo eccezionale virtuosismo meritò l'appellativo di "Corno d'oro".
Ogni centro d'Abruzzo, grande o piccino che sia, ha curato sempre con passione e investimenti notevoli un proprio complesso bandistico; né va dimenticato il poemetto sulla banda che il poeta per antonomasia dello spirito abruzzese, Modesto Della Porta, ha incluso nella sua celeberrima raccolta di liriche in vernacolo "Tapù, lu trumbone d'accumpagnamente", celebrando trombettisti e trombettisti di Pretoro e di Casalincontrada.
Tra tutti i complessi, di cui vanno ricordati quelli di Lanciano, dell'Aquila, di Teramo e di Casalincontrada, emerge la banda di Chieti.  Istituita nel 1864 e intitolata a Vincenzo Bellini, i cui avi ebbero i natali in Torricella Peligna, piccolo centro montano dell'entroterra chietino, balzò subito alla ribalta internazionale per il singolare numero dei suoi componenti che arrivò a toccare i 90 elementi.  La qual cosa le consentì di primeggiare in vari concorsi tra cui quello Nazionale di Roma dove, nel 1934, la tradizione musicale abruzzese ottenne il massimo riconoscimento conquistando i primi due posti con Chieti e Lanciano.
Annualmente impegnata con altre formazioni nei periodici festeggiamenti in onore del Santo Patrono, la banda teatina intraprese numerose tournée in Italia e all'estero, affermandosi quale principe delle orchestre.  Memorabile resta la tournée effettuata nel 1934 negli Stati Uniti d'America, dove, diretto da Domenico Valenti, il complesso chietino debuttò alla Carnegie Hall di New York per sfilare, quindi, lungo la V strada in un trionfo indescrivibile. 
E' doveroso ricordare anche alcuni grandi maestri che hanno diretto la Banda di Chieti, come Castiglione, Valenti, Fantini, sotto la cui bacchetta l'organico ritrovò nuova vitalità all'indomani della Seconda Guerra Mondiale.  Nel 1945, sotto la direzione di Nicola Centofanti, il complesso fu riportato agli antichi livelli e consegnato al maestro Domenico Fantini che coronò la sua carriera assumendo la direzione della prestigiosa banda dell'Arma dei Carabinieri.   Tra i più recenti direttori, va ricordato anche il maestro Pietro Malandra il quale ebbe anche l'incarico di dirigere la Banda Municipale di Venezia.
Dopo un malinconico declino vissuto tra gli anni settanta-ottanta, l'istituzione teatina va nei nostri giorni faticosamente rioccupando il posto che legittimamente le compete.

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